Chirurgia parodontale ricostruttiva

Quando la perdita di osso o gengiva è limitata ad una sola zona, è possibile intervenire con una terapia rigenerativa.

Questo intervento è possibile se il difetto osseo non interessa tutto il parodonto (osso  e gengiva) intorno il dente.

In particolare, se l’osso presenta una perdita verticale, un “cratere” lungo una superficie radicolare, un “buco” con delle pareti, allora il suo riempimento è possibile.

Il chirurgo, attraverso una piccola incisione, inserirà del materiale biocompatibile tra l’osso e il dente. Il sangue trasporterà delle cellule ossee che potranno formare nuovamente osso. Più facile a dirsi che a farsi: questa tecnica è riservata a mani esperte guidate da un cervello che conosce perfettamente la tecnica da utilizzare.

La forma del difetto deve permettere al coagulo ematico di trattenere il materiale innestato e favorire la rigenerazione dell’osso. Una cavità, quindi, che possa essere riempita: se versiamo dell’acqua in un bicchiere, il risultato sarà molto diverso rispetto al versarla sul piano del tavolo!

È possibile anche coprire nuovamente una radice esposta, purché la recessione sia limitata alla superficie esterna, vestibolare. L’osso deve però essere presente attorno ai rimanenti 3/4 di radice. Il chirurgo userà una tecnica plastica molto sofisticata, facendo scorrere la gengiva sulla superficie esposta. Anche questa tecnica è riservata a professionisti esperti.

Per ottenere il successo, oltre all’abilità del chirurgo, è indispensabile una buona igiene orale e la collaborazione del paziente. La qualità dell’igiene normalmente viene valutata in percentuale; se il paziente non riesce a ridurre la presenza di placca sotto una certa soglia, l’intervento è sconsigliato in quanto destinato ad un probabile fallimento.

L’intervento di chirurgia ricostruttiva non necessariamente deve essere supportato da una cura antibiotica. Il decorso post operatorio normalmente non prevede edema o dolore, se non minimo.